19.6.08

sentirsi stupido

ho letto, più volte, immensamente ammirato, il post di gianni fiorentino, Contro Arminio, ovvero: la fine dei paesi, disponibile per intero sul sito della comunità provvisoria, ad oggi l'unico blog irpino che racconta cosa è e cosa potrà diventare il nostro pezzo di terra (e per questo, ma non solo, Grazie Arminio). di seguito, il passo che ritengo più significativo:




I paesi, in realtà, non esistono più da un pezzo. Semmai, essi sopravvivono nella nostra vaga immaginazione per unire traiettorie di desideri mai realizzati e sogni mai avverati. Il paese cercato, però, è inarrivabile: semplicemente perché esso è morto.
Non può bastare la rianimazione dei luoghi dei nostri genitori, né serve tenere in vita artificialmente i ruderi della nostra infanzia: non soddisfa nessun bisogno attuale il tentativo accanito di ricucire per ricucire i luoghi o, come dicono oggi, i territori di questo grigio nauseabondo presente. Se proviamo, al limite, a prenderci cura dei paesi che incontriamo lungo il cammino, lo sai, non è per amore delle pietre e delle anime, ma per un disperato e malcelato amor proprio: un estremo tentativo di sottrarci alle onde che ci portano lontano da qui. Un tentativo di sfuggire agli anni che non sappiamo più misurare, alle parole che non comprendiamo, alle danze che non sapremo mai ballare, alle emozioni che ci scoppiano nello stomaco ma che non sappiamo più dire. Non osiamo dire...

Se vuoi, i paesi, esistono solo nella misura in cui noi li costruiamo. Perché, nella foga bastarda di ri-costruire per interi decenni, armati fino ai denti di cemento e avida rabbia, non abbiamo imparato a costruire. E non solo le case. Costruire relazioni, legami, intese. Costruire emozioni, edificare col sangue dell’amore e dell’odio, dell’appartenenza e della speranza, del cuore, dell’intelligenza, della conoscenza. Del coraggio. Edificare, silenzio su silenzio, relazioni umane appaganti e gratificanti, le uniche vere fondamenta per ogni nuova contrada, per ogni nuova strada, per tutte le pietre che metteremo l’una sull’altra il giorno che verrà. Se tu lo vorrai...

Un piccolo paese non è per sempre, come forse lo sono certi diamanti. Ma il desiderio, il bisogno di costruire luoghi per le relazioni che ci aiutano a vivere bene, quello, vivrà fino alla fine. Ogni comunità, in fondo, di pietra o di parole che sia, o di entrambe, è solo una comunità di passaggio. Una comunità provvisoria.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

grazie davvero per il post, sono lusingato. non pensavo di meritare tanto. lasciami dire che ho molto apprezzato il tuo commento. mi ha aiutato a mettere a fuoco altri elementi. chissà che non ne venga fuori un altro post. tra qualche tempo. ti scrivo presto, grazie ancora.

g

maynardo ha detto...

...quando vuoi, sono qui!

intanto mi leggo anche "viaggio nel cratere" per mettere meglio a fuoco.

;P

maynardo