4.1.09

prova post tipo duemila&nove

ho dei dubbi sulla democrazia.
la partecipazione alla vita pubblica è insufficiente.
la gente è chiamata alle urne ogni quattro anni
e nel frattempo (il governo) fa quello che vuole

josé saramago


è di sicuro uno smottamento lessicale a far sì che i rifondaroli non digeriscano più i fagiolini (intesi come i seguaci dello psicanalista ex amico di faustobertinotti). un qualcosa che deriva dall’eccedenza di parole, smistate da sprovveduti, enfatizzate da parolai, come me medesimo, ignari fino in fondo del potere che esse detengono. cosicché la democrazia rischia di divenire una redistribuzione di nonsense anziché di risorse, con le quali ciascuno può sfrantummarsi come vuole, persino, con un sussulto di dignità, suicidarsi, laddove non gli va. dunque, opera di ingegno potrebbe essere semplicemente chiarificare, decantare, filtrare, se volete, disinfettare.

acqua&neve sulla citta(dina) e bianco a spruzzi intorno. l’ordine visuale urbano in orizzontale potrebbe essere l’acme raggiunto da un secolo a questa parte. ciò che manca è la diversità di usi, di generi e di questioni (al centro del dibattito pubblico). nell’annuale classifica stilata dal sole24ore, i dati certificano il costante divario dal resto del paese, il leggero vantaggio sui vicini di regione. ma ultimi, senza speranza, sul fattore immateriale più importante, l’indice di soddisfazione personale. e poco da aggiungere, se non che i dati sono provinciali, e a nulla serve che a commentarli siano gli amministratori della città capoluogo, per giunta inutilmente gai.

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