5.1.09

intorno alla remota ipotesi di gentrificazione di via francesco tedesco

ogni parco generico di quartiere le cui adiacenze siano prive di varietà funzionale
è inesorabilmente condannato a restare deserto per gran parte della giornata.
a questo punto, si forma un circolo vizioso:
questo “vuoto”, anche se protetto contro le varie forme di degenerazione,
ha scarsa capacità di attrazione perché non dispone di una sufficiente riserva di utenti potenziali, e finisce col diventare terribilmente monotono e deprimente.
nelle città la monotonia e lo squallore crescono su se stesse,
come d’altra parte la vivacità e la varietà;
e questo principio fondamentale,
oltre a reggere la vita sociale della città,
è valido anche per la loro vita economica.

pag.91, vita e morte delle grandi città, di jane jacobs


dopo stasera, ultimo live in programma, chiude i battenti il new revolution, squallido, e in ogni caso impareggiabile locale della caliginosa movida avellinese. a pochi metri sorgerà il parco urbano di santo spirito, che corre adiacente al letto del finestrelle. lì intorno si parcheggiava l’automobile, inzuppandosi di fango le scarpe e il cuore. sempre buio umido intorno e nessuna ipotesi valida di espatrio. poi, è vero, attraeva una quantità non disprezzabile di utenti, perché il resto è peggio o molto distante. stasera la città diventa o più povera o più accorta ai luoghi in cui vive. finché poi, alcuni espatriano.

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