28.4.09
24.4.09
jurassic park

Pubblicato da
maynardo
alle
12:04
0
(con)tributi
23.4.09
diverbi in metrò
Pubblicato da
maynardo
alle
09:35
0
(con)tributi
20.4.09
i conservatori
mille possibilità si affacciano in un habitus già segnato, sotto un cielo opaco di una primavera mai sbocciata, dalla biro del grafomane stilla un groviglio di linee frenetiche, sbilanciate emotivamente sulla città degli apparati, nel senso che manca spazio per i single, per i timidi, dove non esistono programmi plausibili da proporre, non esistono istituzioni credibili nelle quali attuarli, responsabilità degli uomini di limitata volontà, non è un pessimismo di maniera, è la maniera con cui siamo stati generati, parti di una generazione destabilizzata da un’emigrazione, da una modernizzazione, da una deviazione antropologica mai governate, poco discusse, distratti dalle beghe di contorno, dalla calate strane, dalle utilitarie fiammanti sulle autostrade soleggiate, dagli esecutivi transitori, dalle correnti di partito, dai tuareg metropolitani, dai bassi napoletani, dalle architetture moderniste, da certe idee progressiste
Pubblicato da
maynardo
alle
12:41
0
(con)tributi
7.4.09
19:48
Pubblicato da
maynardo
alle
20:42
0
(con)tributi
keynes e dopo keynes
solo per dire che negli ultimi tempi, tempi di crisi nera, la risorgenza planetaria di ciò che è comunemente ritenuto il nucleo di pensiero dell’economista britannico, john maynardo keynes, cui dobbiamo non solo l’eteronimo ma anche la certezza di non aver, a suo tempo, fallito corso di studi, ci causa un fastidioso effetto spiazzamento, di misura non inferiore a quello causato agli investimenti privati dall’applicazione delle politiche fiscali del nostro, così come obiettato dai suoi facinorosi avversari teorici, i monetaristi. il che ci ha impedito di cannonare i liberomercatisti di ieri, d’un tratto convertitisi in statolatri, sulla via del licenziamento senza bonus. e lo impediva, per onestà di pensiero, la ricetta fornita per uscire dalla crisi che, ci pare, non può prescindere da un ripensamento complessivo degli equilibri monetari mondiali, col dollaro, e non un paniere di monete, valuta mondiale di riserva, con la banca nazionale cinese a finanziare il persistente deficit della bilancia dei pagamenti statunitense, e con esso gli eccessi economici, energetici, e poco estetici del loro status, ora prossimo alla liquidazione, di unica superpotenza planetaria. dopodiché, john maynardo keynes deve il suo fascino ad una serie di elementi oggettivi – la teoria generale è probabilmente l’opera più influente della storia del pensiero economico dopo la ricchezza delle nazioni di adam smith – e di contorno - bloomsburiano , omosessuale, collezionista d’opere d’arte e di manoscritti antichi, appassionato di balletti russi (e con una ballerina finì per sposarsi) – che però si intrecciano al ruolo pubblico da lui rivestito al ministero del tesoro britannico, durante e dopo la prima guerra mondiale – fino alla conferenza di pace di parigi – durante la seconda guerra mondiale – fino al culmine degli accordi di bretton woods, oggi largamente citati. comprese come il dominio dell’impero britannico fosse giunto al tramonto e pretese di costruire la nuova architettura dell’ordine mondiale. alla sua scomparsa, le sue idee furono prima annacquate, dunque clamorosamente snaturate. dopo sessanta anni, poco male. il nuovo salvatore del mondo non può essere keynes. non può non avere la stessa lunghezza di veduta di keynes.
Pubblicato da
maynardo
alle
14:18
0
(con)tributi
6.4.09
3:33
il nostro satellite è in orbita,
trasmette le melodie dell'immortale inno rivoluzionario
alla gloria di Kim Jong Il
radio Pyongyang
quando la terra si gratta
per acquietarla
piantiamo dei fiori
Pubblicato da
maynardo
alle
10:08
0
(con)tributi
31.3.09
occhi di pesce
Pubblicato da
maynardo
alle
23:58
0
(con)tributi
26.3.09
writing
david grossman, a che tempo che fa, puntata speciale su roberto saviano
Pubblicato da
maynardo
alle
00:24
0
(con)tributi
25.3.09
minutaglie
grande avellino
salvati da chi ti vuol salvare
Pubblicato da
maynardo
alle
18:15
0
(con)tributi
22.3.09
vecchie, stupide note
Pubblicato da
maynardo
alle
14:48
0
(con)tributi
18.3.09
attacchi virali
giuseppe galasso, sindaco di avellino, qui e qui
...e smettetela di litigare!!!
p.s. le primarie per il candidato alla Provincia e al Comune di Avellino della coalizione dei volenterosi (Pd + chi ci sta del ex centrosinistra) si terranno, forse, il 4 aprile
Pubblicato da
maynardo
alle
20:59
0
(con)tributi
17.3.09
randagismi
Pubblicato da
maynardo
alle
20:35
0
(con)tributi
12.3.09
11.3.09
plebisciti (con o senza primarie): 15 anni e più di storia irpina
di antonello velardi, da la repubblica del 2 febbraio 1994
le elezioni primarie, di coalizione (nel centrosinistra) o di partito (il pd) rischiano di rimanere solo un'ipotesi destinata ad accantonarsi definitivamente con il passare dei giorni, se non delle ore. il partito democratico sta valutando con concretezza la strada di designazione diretta dei candidati per il comune capoluogo e per la provincia di avellino. non s'esclude che, a stretto giro, arrivi una decisione definitiva in tal senso… insomma, le primarie - senza coalizione - finirebbero per risolversi in un «referendum interno» al partito democratico sui candidati, con il rischio di riaprire vecchie ferite dopo la ritrovata pace. un referendum sugli uscenti, giuseppe galasso e alberta de simone. la dirigenza di via tagliamento vuole ripartire dalla loro esperienza, anche se non mancano malumori. e, infatti, già circolano i nomi di possibili altri candidati come loro avversari. entrambi esponenti di spicco del pd. si parla di donato pennetta, assessore a piazza del popolo, e di gerardo adiglietti, vicesegretario provinciale. il primo sfiderebbe galasso, il secondo la de simone. confronti che si risolverebbero senza dubbio in una faida interna, in un partito già in difficoltà dopo le recenti batoste elettorali e l’addio di veltroni. e c’è da considerare che, con il passare dei giorni, diventa sempre più difficile l’organizzazione efficiente di un test come le primarie che deve garantire imparzialità. insomma, l’esito della conferenza programmatica rappresenterà, nel bene o nel male, un bivio per il partito democratico al fine di chiudere la partita delle alleanze. nel corso della due giorni di dibattito gli appelli all'unità sono stati numerosi: dagli esponenti istituzionali, ai sindacati, ai rappresentanti politici. a cominciare dal senatore enzo de luca.
di gianluca galasso, da il mattino dell'11 marzo 2009
Pubblicato da
maynardo
alle
16:38
0
(con)tributi
gli autisti di metro e bus hanno in mano la nazione
i passanti che rincorrono per un centinaio di metri l’autobus che li ha superati e riescono a raggiungerlo alla fermata successiva, stremati, salendo dalla porta posteriore, lanciano sempre, con voce flebile, un grazie all’autista, che ovviamente non può sentirli ma forse immagina.
Pubblicato da
maynardo
alle
09:32
0
(con)tributi
9.3.09
eterogenesi dei fini
sfuma
s'impone la poesia: s'alza la luna e
sale
decolla
campestre – cccp fedeli alla linea
un senso di estraneità emana dalla trama delle strade
possente radicamento alla linea delle montagne
tracciare un cerchio alla città
poi inoculare libertà nella legge della pelle
Pubblicato da
maynardo
alle
10:15
2
(con)tributi
3.3.09
a bagnoli si mangia il tartufo
Pubblicato da
maynardo
alle
17:55
0
(con)tributi
2.3.09
fiori di pesco
secondo la ben nota teoria della dipendenza, un centro economico, politico, culturale influenza, positivamente, ma più frequentemente negativamente, la sua periferia. la rigida applicazione dei confini geografici alla lettura dei fenomeni sociali può impedirne la comprensione. il concetto è alla base dei lavori storiografici di fernand braudel, della world system theory di immanuel wallerstein, degli ultimissimi discorsi con alcuni miei interlocutori sulla relazione avellino-napoli, ovvero sulla area metronapolitana, i cui esiti sono provvisori, come la fioritura dei fiori di pesco.
Pubblicato da
maynardo
alle
16:16
0
(con)tributi
28.2.09
il dott. lombroso cesare mai si curò di curare i deficit di attenzione
Pubblicato da
maynardo
alle
14:50
0
(con)tributi
27.2.09
sorPassi
da un lungo isolamento
e sentire la pressione tra la terra e il cielo
e poi guardarsi intorno
come la prima volta
e scoprire che non c'è nessun motivo
per vedersi da lontano
parlare con un altro sconosciuto
proiettare nei suoi occhi le risposte
e trovare le risposte che non hai
e ridere di gioia e di malinconia
e poi andare via.
e poi andare via soli
in un'altra direzione
legati ancora per un tratto da una scia di commozione
andare via
da sempre
e chissà se sarà vero
che ritornerai
se ritornerai.
…
uscire fuori – riccardo sinigallia
una settimana fa un furfante mi ha fregato lo zaino che mi accompagnava durante i miei giri. al suo interno, tra le altre cose, una storia del camminare, che proprio non riuscivo a terminare. la polizia stradale ha ritenuto il caso di scarsa o nessuna rilevanza. stasera, per un tempo che mi è sembrato lunghissimo, ho lavato i miei piedi, li ho accarezzati. la pelle sotto le dita è scorticata, segnata. per un momento ho creduto che fintanto mi sosterrà un malanno leggero come questo, la mia andatura instabile conserverà ancora la possibilità di un sorpasso.
Pubblicato da
maynardo
alle
20:26
0
(con)tributi
9.2.09
liscio festival
certe notti, in auto a passeggio, sintonizzarsi su radio magic due, ai 105.20 megahertz ad avellino e dintorni, quando è in onda liscio festival, può rivelarsi un’esperienza onirica. forse l’effetto straniante è dovuto al recupero inconscio di uno spezzone radiofonico che registrò involontariamente il sonoro drammatico di una tragedia locale, poi divenuta gravida di conseguenze per l’intero paese. esiste un baratro tra l’elementarità delle esecuzioni proposte e l’immanità della sciagura che, per un mal funzionante meccanismo della coscienza, pare possa nuovamente scaturire solamente dal suono di quelle note. la rievocazione di quell’avvenimento, dei suoi esiti politici, economici, paesaggistici, mentre scorrono le strade, i paesaggi (sulle colline paesi sfiniti avvertono la propria (r)esistenza con pulsanti luci arancioni), si contrappone al ricordo di certe feste estive di paese, alle quali partecipavano allegri campanari, per l’evento calati a valle. danzavano com’esagitati al suono d’organettisti di chiara fama, ogni anno annunciati come campioni del mondo o d’italia, ma poco più che parenti, e l’evento della serata era l’esibizione del fenomeno decenne, spettacolare agli occhi ingenui della folla, perché le dimensioni dello strumento oltrepassavano la sua prevedibile capacità di tenerlo in mano. e il drappello di zie intorno, occhi pieni di lacrime&gioia, spingevano perché anche noi imbracciassimo una fisarmonica. orgogliosamente, scuotevamo la testa, convinti di un futuro maggiormente consono allo spirito del tempo. ora, che lo speaker ossessivamente ribadisce liscio festival, radio magic due e alla mazurka succede la polka, al valzer un arrangiamento con accenti country, continuiamo ad avere un rapporto problematico con lo spirito del tempo.
Pubblicato da
maynardo
alle
12:31
2
(con)tributi
2.2.09
lettere da un esilio
noi siamo i figli e i nipoti del mondo dei vinti, di un’umanità immobile, tenacemente aggrappata ad una terra che non sempre possedeva. di rado ci si esprimeva ed erano epopee orali di guerre di bande e bande di musica dietro il santo ingioiellato. nel giro di qualche lustro, tutto subì una lacerante mutazione e le campagne furono investite da schegge di comunicazione. la maggior parte degli uomini, benché disorientata dal messaggio, partì abbacinata dal miraggio di ricchezza. noi siamo i figli e i nipoti di quell’emigrazione interna che ora produce segni talvolta piuttosto esteriori. irriducibili afasie o vistose logorree, crudeli detenzioni di corpi o stupefacenti esibizioni di cafonerie, esaltazioni improvvise e continui abbattimenti. il peggior nemico è sempre quello più vicino, articolo ottocentotrentadue del codice civile. il che genera una persistente insufficienza alla vita civile, un estremo bisogno di divisioni, invidie, retro pensieri. noi siamo i figli e i nipoti di una storia mal compiuta che non ci ha fatto italiani perché le visioni di noi erano troppo presuntuose, al limite del ridicolo. la risacca di oggi insegni quanto è difficile inseguire credendosi in testa, quanto è mostruosa l’umiltà di chi si crede indispensabile.
Pubblicato da
maynardo
alle
11:10
0
(con)tributi
1.2.09
lettere da un esilio
Pubblicato da
maynardo
alle
14:16
0
(con)tributi
30.1.09
massime recessive
Pubblicato da
maynardo
alle
11:09
0
(con)tributi
27.1.09
frullato
Pubblicato da
maynardo
alle
17:47
0
(con)tributi
26.1.09
gaetanamando
Pubblicato da
maynardo
alle
17:46
1 (con)tributi
20.1.09
banalità nell'era delle multinazionali
Pubblicato da
maynardo
alle
10:50
0
(con)tributi
17.1.09
look back in anger
Pubblicato da
maynardo
alle
14:11
0
(con)tributi
13.1.09
criaturi
Pubblicato da
maynardo
alle
15:34
0
(con)tributi
10.1.09
operazione piombo tufo
safa joudeh, pag. 5 di la Repubblica
* riferito ai miei superiori gerarchici ("perché da un punto di vista intellettuale ed etico non è che li stimi poi tanto", cit. oroscopo ariete di velvet)
Pubblicato da
maynardo
alle
13:56
0
(con)tributi
8.1.09
5.1.09
intorno alla remota ipotesi di gentrificazione di via francesco tedesco
è inesorabilmente condannato a restare deserto per gran parte della giornata.
a questo punto, si forma un circolo vizioso:
questo “vuoto”, anche se protetto contro le varie forme di degenerazione,
ha scarsa capacità di attrazione perché non dispone di una sufficiente riserva di utenti potenziali, e finisce col diventare terribilmente monotono e deprimente.
nelle città la monotonia e lo squallore crescono su se stesse,
come d’altra parte la vivacità e la varietà;
e questo principio fondamentale,
oltre a reggere la vita sociale della città,
è valido anche per la loro vita economica.
pag.91, vita e morte delle grandi città, di jane jacobs
dopo stasera, ultimo live in programma, chiude i battenti il new revolution, squallido, e in ogni caso impareggiabile locale della caliginosa movida avellinese. a pochi metri sorgerà il parco urbano di santo spirito, che corre adiacente al letto del finestrelle. lì intorno si parcheggiava l’automobile, inzuppandosi di fango le scarpe e il cuore. sempre buio umido intorno e nessuna ipotesi valida di espatrio. poi, è vero, attraeva una quantità non disprezzabile di utenti, perché il resto è peggio o molto distante. stasera la città diventa o più povera o più accorta ai luoghi in cui vive. finché poi, alcuni espatriano.
Pubblicato da
maynardo
alle
17:49
0
(con)tributi
4.1.09
prova post tipo duemila&nove
la partecipazione alla vita pubblica è insufficiente.
la gente è chiamata alle urne ogni quattro anni
e nel frattempo (il governo) fa quello che vuole
josé saramago
è di sicuro uno smottamento lessicale a far sì che i rifondaroli non digeriscano più i fagiolini (intesi come i seguaci dello psicanalista ex amico di faustobertinotti). un qualcosa che deriva dall’eccedenza di parole, smistate da sprovveduti, enfatizzate da parolai, come me medesimo, ignari fino in fondo del potere che esse detengono. cosicché la democrazia rischia di divenire una redistribuzione di nonsense anziché di risorse, con le quali ciascuno può sfrantummarsi come vuole, persino, con un sussulto di dignità, suicidarsi, laddove non gli va. dunque, opera di ingegno potrebbe essere semplicemente chiarificare, decantare, filtrare, se volete, disinfettare.
acqua&neve sulla citta(dina) e bianco a spruzzi intorno. l’ordine visuale urbano in orizzontale potrebbe essere l’acme raggiunto da un secolo a questa parte. ciò che manca è la diversità di usi, di generi e di questioni (al centro del dibattito pubblico). nell’annuale classifica stilata dal sole24ore, i dati certificano il costante divario dal resto del paese, il leggero vantaggio sui vicini di regione. ma ultimi, senza speranza, sul fattore immateriale più importante, l’indice di soddisfazione personale. e poco da aggiungere, se non che i dati sono provinciali, e a nulla serve che a commentarli siano gli amministratori della città capoluogo, per giunta inutilmente gai.
Pubblicato da
maynardo
alle
18:01
0
(con)tributi
21.12.08
l'arroganza del piccio
siamo qui sulla terra per cazzeggiare.
non date retta a chi dice altrimenti.
kurt vonnegut
prendo e me ne esco dopo aver letto per caso o forse per necessità una frase di burke secondo cui perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinunzino all’azione. poiché l’atac mi indica che per raggiungere da casa mia la feltrinelli di viale libia, un tre chilometri e mezzo, non c’è altro modo che mettere un passo avanti l’altro, di buona lena procedo in direzione opposta all’abituale. costeggio il tratto finale dell’aniene, costantemente nascosto alla vista se non poco prima della nomentana. un monotono susseguirsi di ferramenta, autolavaggi, falegnamerie, autodemolizioni. effetto o causa della distruzione di vitalità urbana? nel cortile di una casupola, un uomo con la coda di cavallo accarezza un bonsai rinsecchito. dopo il circolo lanciani, urla in piscina di palombelle rosse contro le blu, sale dietro le lamiere il respiro del fiume. il suo letto disfatto dalla piena finalmente fa la sua apparizione circondato rami di stracci. un'anatra vola rapida. oltre le strisce pedonali, il quartiere africano. chiedo ad un paio di passanti la strada. mi indirizzano al sottopassaggio della stazione ferroviaria. all’estremo opposto un quindicenne ultras avanza fiero della sua sciarpa giallorossa. emergo a viale etiopia, e m’attardo a decifrare i messaggi dei fascisti, la cui strada si situa dove si trova la volontà. all’angolo paolo di nella vive. il bonus aziendale esaurito facilmente a fatica. zigzago in libreria come la palla di un flipper. per individuare il libro che chiuda la rosa. un giallo parigino di simenon la spunta su saramago, manganelli, heller, mcewan, yates. mani tese per il sud del mondo del mio collega sottosopra. una pizza rossa alla casilina. il circolo degli artisti. la specchiata convinzione di un’omologazione laddove pure si eviterebbe. la solitudine per purezza ideologica, alla luciano bianciardi. che infatti come finale nemmeno si capisce.
Pubblicato da
maynardo
alle
22:17
0
(con)tributi
16.12.08
lucky ljubljana, ugly luciana
Pubblicato da
maynardo
alle
09:44
0
(con)tributi
8.12.08
prima o poi: il mammozio!
ed ogni stanza dell’appartamento avrà un colore diverso
ci saranno tutti eccetto il verde dell’irpinia che sfolgorerà fuori
perché, hai ragione, forse non conviene aspirare ad un loft sulla tangenziale
perché, ha ragione il sociologo inglese marito di un’altra sociologa di fama,
prima o poi dall’economia post industriale si tornerà a quella artigiana
chi sa costruire avrà da mangiare
io per me so intrecciare ghirlande di carta
dalle buste di plastica creare maschere
poc’altro
ma non manca la voglia d’imparare
rubando ad altrui produzioni
a saper metter insieme semplici palle di stoffa
due occhi di plastica e una striscia di lana rossa a far da bocca
pare si ottenga un simpatico pupazzo, qui dove il brand è tutto:
il mammozio
Pubblicato da
maynardo
alle
19:22
0
(con)tributi
3.12.08
la caduta
almeno da quando ho il blog, la luce, la riflessione.
non dipende da altro che dal sentire la mia misera vita stretta tra le dita (grignani)
è bastato relativizzare le pene ed enfatizzare tutto il resto
inchini deferenti alla vita che viene, spalle grosse ai marosi
quando ognuno gioca la sua partita io son quello che smista sorrisi
fino a sempre scompagnato perché
sento private le disfatte pubbliche
vivo pubblicamente i miei disagi privati
sicuro siano giuste chiavi diverse?
che talvolta cedere, conceder(si) sia la decisione buona
oltre al naturale processo di eliminazione (agnelli)
Pubblicato da
maynardo
alle
22:00
0
(con)tributi
1.12.08
lettera ad un boss mai nato
Pubblicato da
maynardo
alle
15:40
2
(con)tributi
30.11.08
il rimpasto di natale
nel vagare dei tuoi occhi, un lampo, quella che sembra una stella cadente in orizzontale sono solo fanali nel buio che scendono lenti dal contrafforte che si staglia da qualsiasi punto di fuga della nostra memoria. lì, come qui, evidentemente, respiri sincopati che riscaldano l’abitacolo. e scrosci di pioggia battente sul tetto. che quando smette attacca il vento. l’autoradio rilancia musica leggera: mango, minghi, i mogwai. ai bordi della strada un frigorifero, risentito, da le spalle alle finestre della casa dalla quale è stato allontanato. un assessore al comune si è suicidato. trame sociali, tremore ai polsi. i quarantaquattro cantieri del pica picchettano il centro. la sistemazione di una piazzetta semicentrale valorizza il verde scrostato di un palazzo abominevole. fuori sito, lievita l’ammasso periferico di villette, avvocati, figlie vallette. un assessore al comune si è dimesso. lasciando ai posteri, debiti mastodontici che costringono a contenere le spese. questo natale, niente pista sul ghiaccio, luminarie esose, castagne all’addiaccio. solo amore e poesia. e pace agli uomini di buona volontà
Pubblicato da
maynardo
alle
22:01
0
(con)tributi
27.11.08
la gigantesca scritta gina lebole
Pubblicato da
maynardo
alle
11:51
0
(con)tributi
11.11.08
revolutionary road
come acqua chiara dentro gli occhi tuoi
che bagna gli occhi miei
io raccoglierò tutti i petali caduti dalla tua orchidea
tutti i giorni spesi dentro quell’idea
quei giorni che non torneranno mai
(…)
verano – moltheni
il problema è che l’ufficio non è un open space. come il resto del creato di nostra pertinenza. il problema è che l’edificio di fronte non è né un grattacielo né un palazzo in vetrocemento. ma pericolosamente qualcosa di intermedio. e lo spiazzo antistante culmina con una scultura moderna che è un accrocchio di brandelli di metallo. come lo spazio suburbano della sera, nulla di pianificato, dispersione di superfici e di vite. che temono il cambiamento perché potrebbe cambiarle. nessuno che abbia un’idea precisa di chi sia veramente. da una parte, un’assurda tensione al conformismo. dall’altra, torsione interiore perché siamo distanti nell’ideale di giustizia, nelle abitudini, nel disimpegno. sfibrato il tessuto civico, anemia pubblica: cura del ferro.
p.s. volevo ripromettermi nuovamente di non scrivere più. per non permettermi di rimasticare pensieri altrui perché comuni a tutti gli uomini. poi, però, nei miei indugi domestici mi sono trovato immobile al vetro del balcone, stupidamente impressionato perché appannato dal primo contrasto stagionale tra la temperatura esterna e il tepore di casa. l’immagine mi ha portato indietro a certi pomeriggi d’infanzia, quando, facendomi spazio tra le stoviglie della cucina, m’issavo alla finestra della cucina, spostavo i rami delle piante e disegnavo dueocchiunnasoeunaboccacheride. un attimo fa, ho ripetuto quel gesto e ho sentito il fluire angoscioso dei miei pensieri finalmente umanizzato.
Pubblicato da
maynardo
alle
22:51
0
(con)tributi
5.11.08
il supermartedì
Pubblicato da
maynardo
alle
14:13
0
(con)tributi
31.10.08
pericolo di pencolo
Pubblicato da
maynardo
alle
14:58
0
(con)tributi
28.10.08
il tramonto dell'occidente
Pubblicato da
maynardo
alle
17:29
0
(con)tributi
27.10.08
23.10.08
milizia crumiri
Pubblicato da
maynardo
alle
19:57
0
(con)tributi
22.10.08
21.10.08
blasfemia
Pubblicato da
maynardo
alle
17:49
0
(con)tributi
19.10.08
sahara
Pubblicato da
maynardo
alle
17:18
0
(con)tributi
16.10.08
quello che avrei capito della paesologia
è uno sguardo lento, dilatato, verso queste creature
che per secoli sono rimaste identiche a se stesse
e ora sono in fuga dalla loro forma
la paesologia ha due fili:
uno di pietas e l’altro di necrofilia
franco arminio, da vento forte tra lacedonia e candela.
esercizi di paesologia
gli esercizi di paesologia, un vagabondaggio irrequieto, senza posa attraverso i nostri paesi arresi, chiusi nell’abitacolo della propria auto o trascinando passi pesanti in centri (dis)abitati è lo schiudersi al prossimo di un certo tipo antropologico sopravvissuto a secoli di chiusure e sottosviluppo. la comunità provvisoria, una forma di paesologia di gruppo, dunque in astratto non praticabile, tende a dissolvere lo spesso strato di desolazione da cui l’esercizio di paesologia nasce. grazie ad arminio, dunque, non si guarderà più questi paesi allo stesso modo. e chissà se ciò dipenderà dalla sua poesia civile o dalla sua azione comunitaria/politica. i presupposti della prima negherebbero gli effetti dell’altra. è una benedetta incoerenza per il futuro della nostra terra.
Pubblicato da
maynardo
alle
20:32
0
(con)tributi
un tufo al cuore
Pubblicato da
maynardo
alle
16:05
0
(con)tributi
15.10.08
tagliar la corda
Pubblicato da
maynardo
alle
14:32
0
(con)tributi
13.10.08
geografia economica
Pubblicato da
maynardo
alle
13:35
0
(con)tributi
10.10.08
stanchi morti
la situazione di estremo disagio psicofinanziario che stiamo attraversando si manifesta in tutta la sua evidenza quando leggi, da repubblica.it, che milano risale al quattro per cento, che è un meno quattro per cento, risultato parziale disastroso solo un mese fa. eppure noi non si ha nessun titolo in ballo in borsa. nemmeno il trattamento di fine rapporto si è scelto di destinarlo ai flessibili fondi pensioni e deperisce in azienda così come prevedeva la vecchia disciplina legislativa. ci accusano di essere, a pranzo e a cena, bloccati nel nostro bozzolo, mobili solo nella spola avellino-roma, provinciali irrecuperabili, mentre la ryan air generation in un solo week end riesce a raggiungere Parigi, Stoccarda, Londra, Calcutta, Padova, Orio al Serio e poi subito tornare dietro. L’euforia irrazionale non contagia. D’altra specie sono i sintomi.
Pubblicato da
maynardo
alle
17:00
0
(con)tributi
8.10.08
il primo giorno del creato
dopodiché sopraggiunse la gelata delle borse e ci ritrovammo a corto di parole perché mai avevamo assistito ad una cosa simile mentre la gente attorno proseguiva a discutere di fantacalcio o al massimo, obbligata, si preoccupava del proprio libretto di risparmio. e noi che avevamo studiato keynes&milton friedman, malaccio per carità, a spizzichi e Bocconi come tutto, verificavamo allibiti che niente potevano lo scavar buche a conto del governo e le iniezioni di liquidità delle banche centrali. per difenderci emotivamente, orfani per un paio di giorni pure dei bus air, ci legavamo ossessivamente agli strumenti di networking sociali, in cui imbastivamo contatti improbabili, seguito di reti dalle maglie impalpabili. dio salverà l’america, i suoi figli. capitalismo meno saccheggio ché alternative non si presentano. m’aggrappo ad una biografia di enrico mattei e un’agenda colore rosso. l’intercity delle sei e ventotto lascia una manciata di minuti per un bacio dolcissimo. rimaniamo sempre noi, gentili, disutili e stronzi, nel paese, in sofferenza, in cui tutto sembra normale. come il primo giorno del creato.
Pubblicato da
maynardo
alle
16:57
0
(con)tributi
6.10.08
the casualties
da qui
Pubblicato da
maynardo
alle
17:06
0
(con)tributi
27.9.08
per il formicoso. contro i toni apocalittici
Pubblicato da
maynardo
alle
20:32
0
(con)tributi
25.9.08
le mani sul (piano del)la città
Pubblicato da
maynardo
alle
21:04
0
(con)tributi
22.9.08
pietralata in fiamme
Pubblicato da
maynardo
alle
23:22
1 (con)tributi
21.9.08
pedestrianism
e do ai miei desideri una mano
perché io so che tu non vuoi ridere più
tu sei preziosa come una finestra
quando ti vuoi buttare giù
gentile come un orologio, svelta
a dire oggi non ci sono più
io mi perdo in un oceano di parole
te l’ho prometto che non bevo più
ma insegnami quel gioco nuovo, guardami
c’è un mazzo buono tutto per noi
almeno qui, fammi vincere
non m’importa la verità
almeno qui, fammi vincere
non m’importa ma…
per carità o per amore
spiegami come si fa
a fare di un bisogno solo un desiderio…
oceano - dente
via dei serpenti
quanti rimpianti
un giorno, qui o altrove, qualcuno mi spiegò la differenza con i rimorsi
ma io dimentico
dimentico tutto a velocità consistente
non fanno una strategia i miei giudizi taglienti
i marciapiedi di monti, contatto involontario di mani vicine
nella testa una canzone di non amore che non so
come una qualsiasi parola giusta nell’aria grigia
confronto la tua fronte, l’affronto, sì, sì, è giù in fondo
occhiali con la montatura spessa, nera
un’agendina giapponese senza marchio
giocare a fare gli indifferenti, che cosa stupida
galleria sordi col cerume nelle orecchie
un taschen sproporzionato schiaccia di peso una farfalla, la sua borsa
hanno smantellato il caffè fandango
un dente in meno sulla mia bussola
la mandibola che a furia di masticare amaro è il muscolo più in forma di cui dispongo
m’arruolo, basta interpretare più maschere, basta attraversare la strada
bussare al forte, passare le visite mediche, i test sui fiori
finire al caffè della libreria di mel brooks, l’attore
quando sarò demente del tutto, ricorderò questo particolare
girare cento volte una scena non verrebbe mai uguale
intensità, pathos e parole
eccetto i risultati
211- il dissapore fa 61
Pubblicato da
maynardo
alle
21:00
0
(con)tributi
come uscire dalla crisi
Pubblicato da
maynardo
alle
12:55
0
(con)tributi




