viaggio elettorale, parte seconda: PARTITO UMANISTA

Fortemente radicato in Argentina ed in Cile, dove il partito Umanista si contraddistinse nell’opposizione alla dittatura Pinochet, il movimento aspira a trasformare la società attuale in multi-etnica, solidale, egualitaria, non violenta. In cui la partecipazione diretta delle persone sia effettiva e dove la comunicazione interpersonale spezzi (o spazzi) solitudini&individualismi. Naturalmente il movimento è critico, in economia, delle politiche neo-liberiste del Fondo Monetario Internazionale, degli Stati Uniti, e di chiunque tiene in piedi questo maledetto sistema che chiamiamo globalizzazione.
Allora ci si organizza, in più di cento paesi, in quattro continenti, l’oceania tiene a conservare la propria alterità, e ci si rimbocca le maniche. Ognuno ci metta del suo. Nel lavoro personale, la chiave della salvezza. Perché Falsa è la separazione tra vita personale e vita sociale. E dunque, Volontariato nei quartieri difficili. Istituzione di “Centri di Comunicazione Diretta”, per la risoluzione dei problemi del vicinato; di “Centri delle Culture”, per incontri multiculturali. Organizza, poi, “Campagne di appoggio Umano” nei paesi in via di sviluppo, che promuovono l’autorganizzazione dei popoli: v’insegniamo come si lavora, poi fate da soli; adozioni a distanza; progetti d’alfabetizzazione e altro ancora. Ricorda un opus dei laica, non bigotta come l'altra. Anzi rispettosa di ogni fede religiosa: “Ogni essere umano ha il pieno diritto di credere e di non credere nell’immortalità o nel sacro.” Con orecchie sempre aperte ai problemi del prossimo, alle “tematiche esistenziali”, come le chiamano: “Lo facciamo durante la prima parte della riunione settimanale (l’organizzazione si divide in gruppi di dieci/quindici persone). Si tratta di un’oretta in cui ci troviamo con gli altri per cercare di capire meglio cosa ci succede e di mettere un po’ di ordine nel caos della nostra vita. Cerchiamo di rafforzare le nostre qualità positive, di comunicare ad un livello profondo con gli altri, per chiarire i nostri progetti di vita e per riflettere insieme su cosa vogliamo veramente per noi e per chi ci sta accanto e su come possiamo scegliere davvero la direzione da dare alla nostra vita.” Dirompente, no? se solo immaginate D’alema e Fassino discutere di problemi di coppia…
Il Partito Umanista, in Italia a partire dal 1984, è guidato dall’aprile del duemilacinque da Mirella Larena, che definisce il suo partito, rivoluzionario, perché contrappone la cooperazione al profitto, la democrazia reale a quella formale, la multiculturalità all’uniformità. Poi chiarisce con forza: “il Partito Umanista ha interesse a prendere il potere politico e dunque a prepararsi per vincere le elezioni. C'interessa prendere il potere politico perché è importante e necessaria la trasformazione delle attuali istituzioni che opprimono l'essere umano e bloccano la sua evoluzione. Per fare questo è importante creare consenso e costruire un partito con un’ampia base sociale.” Magari, non già domani.
E in mezzo, un’infinità di posizioni di sinistra, prima fra tutte, un disegno legge per l’assunzione di una responsabilità versus-elettori, da parte degli eletti, campagna di beppegrilliana memoria. Eppoi, ancora, denuncia gli atti terroristici e la guerra al terrore; invoca il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq, in ossequio all’art.11 della Cost.; stigmatizza la corsa al nucleare; difende il welfare europeo dai colpi della direttiva Bolkestein (quella dell’idraulico polacco, ora stravolta dal Parlamento europeo); è in prima linea nelle manifestazioni anti-TAV; alza la voce contro chi paventa una modifica alla legge 180 sull’aborto; deplora, infine, ma potremmo continuare, l’equiparazione tra droghe leggere e pesanti.





